Tutte le previsioni Aie sul petrolio

Nonostante il recupero dai suoi recenti minimi, il petrolio costa oggi la metà rispetto a quanto non costasse l’estate scorsa. Eppure, secondo quanto affermano le previsioni diramate dall’Aie (Agenzia internazionale per l’energia) nel corso del mese, le quotazioni non avrebbero ancora toccato il fondo, e il processo di riequilibrio del mercato è ancora ben lontano dal concludersi, e non lo farà prima dell’anno prossimo, quando finalmente la produzione dei Paesi esterni all’area Opec dovrebbe cessare di crescere.

Nella potenziale conflittualità con lo shale oil americano, le stime dell’Aie sembrano poter propendere in favore dell’Organizzazione degli esportatori di petrolio. In particolare – afferma il dossier Aie – “grazie a un taglio dei costi, a un aumento dell’efficienza e alle operazioni di hedging i produttori di tight oil finora hanno sfidato le aspettative, ma la crescita si è fermata in maggio e probabilmente rimarrà ferma fino a metà 2016”. L’attesa è che dai frackers possano arrivare appena 60 mila barili giornalieri in più il prossimo anno, contro un incremento di 760 mila unità per quest’anno. E se nel complesso la produzione di greggio americana continuerà a crescere (si stima 0,29 mbg nel 2016, dopo 0,86 mbg nel 2015 e 1,7 mbg nel 2014), lo farà soprattutto grazie ai pozzi offshore.

In aggiunta, l’Aie prevede che oltre agli Stati Uniti, freneranno anche altri grandi produttori. La Russia dovrebbe ad esempio ridurre l’output già entro quest’anno.

Comprendendo anche i dati Opec, sul mercato sono finiti complessivamente 96,6 mbg lo scorso anno, 0,55 mbg in più rispetto a maggio e addirittura 3,1 mbg in più rispetto a un anno prima. Il mercato risulta comunque essere gravato da una massiccia sovrapproduzione di petrolio, con l’Aie che ricorda ulteriormente che “è improbabile che la capacità di assorbirla possa durare. Lo spazio negli stoccaggi a terra è limitato, così come la flotta di petroliere. Qualcuno dovrà fare un passo indietro”.

Infine, l’Aie denota che a complicare la situazione ci sarebbe la domanda, che dopo essere cresciuta nel corso del primo trimestre, con un incremento di 1,8 mbg, starebbe già perdendo terreno. Nel secondo trimestre la crescita si è infatti ridotta a 1,5 mbg, mentre nel terzo e nel quarto dovrebbe essere di 1,2 mbg. La prima previsione Aie per il 2016 è di 1,2 mbg da 1,4 mbg, ma è probabile che possano esservi delle revisioni ulteriori al ribasso già nel corso del prossimo mese, quando verrà rilasciato un nuovo Outlook.

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