Sterlina in rialzo, nuovi massimi contro euro

Negli ultimi giorni il dollaro statunitense ha proseguito la sua corsa al rialzo, supportata principalmente dalla presumibile previsione del prossimo incremento dei tassi di interesse della Federal Reserve. Considerando che i requisiti per poter procedere alla crescita dei tassi di riferimento sono oramai legati alle notizie positive sul fronte dell’inflazione e del lavoro, e considerando altresì che almeno sul fronte dell’inflazione sono usciti dati piuttosto confortanti (da 0% a 0,2%), non rimane che attendere – come sancito tra l’altro dai verbali FOMC – che anche il lavoro si muova in situazioni ancora più convincenti, o per lo meno stabili, rispetto a quanto non abbia fatto finora (la piena occupazione è comunque non distante).

In uno scenario in cui il dollaro si rafforza e l’euro si indebolisce, la sterlina riprende quota contro dollaro tornando da 1,51 a 1,52 GBP/USD. Contro euro ha inoltre inaugurato un nuovo massimo portando il cambio EUR/GBP sotto 0,7000 (massimo a 0,6984).

Ma quali le motivazioni che hanno sospinto la corsa della valuta britannica? Principalmente, a spingere al rialzo le sue quotazioni sono stati i dati di inflazione, risultati leggermente migliori delle attese. La core è infatti salita più del previsto – ricordano gli analisti ISP – portandosi da 1,0% a 1,1% contro attese di stabilizzazione a 1,0%. L’headline invece è uscita come da attese replicando il -0,1% (a/a) di settembre: un dato non positivo ma in tale fattispecie era comunque “sufficiente” che non deludesse: la Bank of England infatti aveva già rivisto al ribasso le proiezioni di inflazione per fine anno a +0,1%, e pertanto non c’era da attendersi un risultato migliore per l’headline.

Occhi aperti inoltre sul timing del prossimo rialzo dei tassi di interesse da parte dell’istituto monetario. A nostro giudizio, è molto difficile che la Bank of England voglia accelerare troppo i termini di un pronto rialzo dei tassi di riferimento. Quel che invece dovrebbe accadere è l’attesa dell’istituto monetario britannico del rialzo dei tassi da parte della Federal Reserve, che dovrebbe avvenire in maniera oramai imminente nell’ultima sessione utile, quella di metà dicembre. Una volta superato questo primo sostanziale requisito (difficilmente, salvo clamori), la BoE riuscirà ad anticipare o pareggiare i tempi della Fed, è più probabile che il rialzo dei tassi della BoE avvenga con 1-2 riunioni di ritardo rispetto alla scelta Fed.

In ogni caso, tutto lascia presagire che i rialzi dei tassi possano essere molto lenti e graduali, a governo della situazione in evoluzione.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *