Sterlina in rafforzamento, l’ombra Brexit sfuma leggermente?

Così come l’euro, anche la sterlina si è rafforzata venerdì, dopo la pubblicazione degli ultimi dati macro economici made in USA, risalendo da 1,41 a 1,42 GBP/USD. Tuttavia, l’apertura del lunedì ha dimostrato che la forza temporanea della sterlina era – appunto – abbastanza momentanea. Dunque, la valuta britannica è già rientrata nei confronti delle principali controparti valutarie.

Per quanto concerne un livello di maggiore dettaglio, contro euro, dopo alcuni giorni trascorsi in area 0,79 EUR/GBP, si ritrova ora molto vicina a 0,8000 EUR/GBP. I dati della settimana saranno di tenore misto: buoni quelli sul mercato del lavoro mercoledì, deboli invece le vendite al dettaglio giovedì.

Come intuibile, sui dati risulterà essere maggiormente dominante l’interrogazione parlamentare di Osborne che verrà effettuata in merito all’oramai noto Brexit, il referendum sull’uscita o meno dall’Unione Europea. Entro pochi giorni inoltre dovrebbe essere pubblicato l’atteso Report del Tesoro su costi e benefici di uscire dall’Unione Europea: un report che dovrebbe fornire qualche indicazione in più per tutti coloro che vogliono avere valutazioni sulle conseguenze di questa scelta.

La posizione di Osborne favorevole a restare nell’UE è ben nota, e già in un intervento precedente il cancelliere dello scacchiere ha ribadito che il Regno Unito si impoverirebbe in modo permanente in caso di Brexit.

Per quanto concerne gli effetti sul fronte valutario, i sondaggi delle prossime settimane saranno importanti per verificare se l’intensificarsi della campagna per restare nell’UE stia orientando maggior favore alla propria causa. Finché il quadro è incerto i rischi sulla sterlina rimangono verso il basso.

Ma come stanno andando in merito i sondaggi? In linea di massima, la parte preponderante è d’accordo con la scelta di rimanere all’interno dell’area UE. Stando a quanto suggeriscono i sondaggi la quota di coloro che sono d’accordo con tale scelta sta aumentando settimana dopo settimana, probabilmente anche perchè l’effetto determinato dagli attentati di Bruxelles, che aveva determinato un innalzamento di coloro che si dichiaravano in favore dell’uscita (forse perchè ritenevano che con tale scelta si potesse avere una maggiore facilità nella gestione delle frontiere), sta lentamente scemando.

In tal senso, i sondaggi delle prossime settimane saranno importanti per poter valutare compiutamente cosa accadrà: a nostro giudizio, è possibile che il trend di crescita della quota di favorevoli a rimanere in UE possa consolidarsi.

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