Rendimento zero anche per i titoli di Stato a tre anni

Non si tratta di un vero e proprio rendimento zero, ma poco ci manca. È infatti mancato davvero poco (appena due centesimi), perché anche il nostro Paese potesse consolidare il segno negativo di fronte al rendimento titolo di Stato a tre anni, come ormai accade da tempo per altri Paesi dell’Eurozona, come la Germania.

Di fatti, nell’asta di metà gennaio, la prima con scadenze di medio-lungo termine per il 2016, il Tesoro ha collocato BTp con scadenza ottobre 2018 a un tasso lordo dello 0,02 per cento, per l’ennesimo record storico al ribasso, che rivede al ribasso quello che è stato registrato nell’ultima operazione simile che risale allo scorso novembre (a dicembre invece le aste erano state cancellate) quando i rendimenti si erano fermati allo 0,11 per cento.

Insomma, gli investitori continuano ad apprezzare in maniera notevole i titoli di Stato italiani, facendo una vera e propria corsa per sottoscrivere l’obbligazione: ne è segno tangibile il fatto che le richieste siano state pari a 3,7 miliardi di euro (ovvero, 1,88 volte il quantitativo offerto di 2 miliardi) e in buona parte perchè a parte Spagna, Portogallo e Grecia non vi sono altri titoli a tre anni con rendimento superiore allo zero (la Germania può vantare obbligazioni con rendimento a -0,36%, al di sotto cioè del limite a cui avvengono gli acquisti della Bce).

Nell’asta di metà gennaio, ad ogni modo, non ci sono stati soltanto i triennali, perché il Tesoro ha collocato anche i BTp con scadenze a 7 e a 15 anni. In questi casi i risultati sono stati un pò più altalenanti: il titolo con scadenza settembre 2022 ha infatti portato in dote un rendimento leggermente cresciuto rispetto all’emissione precedente di un titolo simile (0,99% da 0,98%), mentre quello più esteso, il BTp marzo 2032 ha invece abbassato il suo rendimento di 8 centesimi al 2,03 per cento. Un comportamento che può ben essere spiegato con la tendenza della domanda, e con gli investitori che hanno cercato di premiare soprattutto il titolo di Stato con la durata più lunga (2,6 miliardi di euro, quasi una volta e mezzo gli 1,75 miliardi collocati) contro la durata meno estesa, di 7 anni (4,1 miliardi, 1,33 volte i 3 miliardi emessi in asta).

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