Rame, quotazioni ai minimi da sei anni

Oltre all’allumino, anche il rame sembra vivere un periodo di forte passione. Il suo prezzo è sceso sotto la soglia psicologica dei 5 mila dollari per tonnellata, e sono stati così corretti al ribasso i recenti minimi degli ultimi 6 anni e mezzo.

Come facilmente intuibile, a deprimere il settore sono sempre le notizie che arrivano dalla Cina, con il crollo delle borse locali sui timori di un nuovo deprezzamento dello yuan sul dollaro statunitense, e sulle voci di un possibile deflusso dei capitali per il rallentamento dell’economia. Una situazione che trascinerebbe al ribasso i consumi e, infine, l’importi d rame. La domanda locale è d’altronde già indebolita in questa fase dal forte dollaro, e rallentamento estivo dell’attività industriale.

Secondo gli analisti di Argonaut Securities, non civ sarebbe nessun segno di nuovi ordinativi di rame in arrivo dalla Cina, e in una situazione in cui l’offerta mondiale rimane abbondante, il risultato non può che essere quello di una grande delicatezza per le strategie degli investitori internazionali. Molti analisti ritengono inoltre siano necessari una serie di tagli produttivi al rame per poter riportare il settore del metallo rosso in una situazione di equilibrio.

Ebbene, proprio sulla base di tali auspici, sembra stiano arrivare dei segnali non sempre confortanti. Dal Cile, ad esempio, leader indiscusso del settore, e dalla Cina, arrivano gli ultimi dati statistici su cui gli investitori dovrebbe ragionare approfonditamente. Per l’istituto nazionale di statistica la produzione di rame della Cina a luglio è calata a 663.520 tonnellate, il 4,5 per cento in meno del mese precedente, ma il 9 per cento superiore rispetto allo stesso mese del 2015. Anche la produzione complessiva dei primi sette mesi dell’anno risulta stabilmente in crescita con un balzo del 9 per cento a 4,41 milioni di tonnellate. La frenata del mese scorso sarebbe dunque ricollegata solamente al ribasso dei prezzi e, dunque, a una comportamento strategico che per giunta è stato similare a quella di altri non ferrosi industriali.

Dal Cile arrivano inoltre voci di attività in progresso nel comparto, con produzione del Paese sudamericano a giugno in salita rispetto allo stesso mese dello scorso anno, + 2,9% a 513.491 tonnellate, e rispetto al mese precedente dell’1,1 per cento. Dunque, nei primi sei mesi dell’anno il Cile ha visto la propria produzione di rame crescere del 2,4% a 2,94 milioni di tonnellate. Non si escludono tuttavia rallentamenti per i prossimi mesi, e per il prossimo anno.

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