Petrolio, gli effetti sui mercati di un calo dei prezzi

Il calo del prezzo del petrolio ha generato un effetto espansivo netto sulla crescita statunitense. La principale fonte di stimolo è sui consumi, spinti dalla minor spesa in benzina. La correzione dei rendimenti nominali in atti incorpora uno scenario di inflazione bassa, e riteniamo che possa spingere anche gli investimenti residenziali e gli investimenti non residenziali al netto della componente estrattiva. Sul solo settore energetico, gli investimenti dovrebbero essere pesantemente ridimensionati nei prossimi due anni. Ma quali saranno gli effetti sui mercati per gli investitori?

Come risulta teoricamente interpretabile, il calo del prezzo del petrolio ha effetti diretti, di segno opposto, su consumi e investimenti: positivo per i consumi, negativo per gli investimenti.

Per quanto attiene i consumi, la riduzione del prezzo della benzina è incrementato il potere di acquisto che, secondo le stime dell’EIA, potrebbe essere concretizzato in media a 750 dollari per famiglia, circa il 2,9% della spesa per consumi.

Per quanto concerne invece gli investimenti, il calo degli impieghi nel settore rimane coerente con l’incremento della produzione di petrolio nel 2015-16. Gli effetti di seconda battuta derivanti dal ridimensionamento degli investimenti nel settore energetico dovrebbero essere quindi contenuti, con il mantenimento di livelli elevati di occupazione e attività nell’”indotto” allargato. In particolare, giova ricordare come l’EIA abbia stimato che la produzione di greggio aumenti del 7,9% nel 2015 e del 2,4% nel 2016, dopo una crescita registrata nel 2014 di 15,8%.

Come interpretare l’evoluzione del mercato in seguito alla flessione dei prezzi del petrolio

Anche alla luce di quanto precede, il calo del prezzo del petrolio ha ampi effetti espansivi diretti sui consumi. Il risparmio sulla spesa per benzina è infatti stato utilizzato dalle famiglie per alimentare non solo maggiori consumi correnti, ma anche maggiore risparmio. La risposta “razionale” dei consumatori al minore prezzo della benzina deriva dalle aspettative che i prezzi risalgano già dall’anno prossimo: il maggiore potere d’acquisto viene quindi “spalmato” su un periodo prolungato e sosterrà non solo i consumi del 2015 ma anche quelli del 2016.

Di contro, dal lato delle imprese, la contrazione dei prezzi del greggio determinerà un ampio calo degli investimenti nel settore estrattivo; il peso del settore è molto modesto sul totale e non dovrebbe causare un rallentamento significativo degli investimenti complessivi. In aggiunta, nonostante la contrazione delle piattaforme attive prevista per il 2015, la produzione di petrolio negli Stati Uniti rimarrà in crescita sia nel 2015 sia nel 2016.

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