Pausa nel rialzo del dollaro, le attenzioni sono per i prossimi giorni

Dopo sei giorni consecutivi di rialzo delle proprie quotazioni contro le principali valute di controparte, il dollaro statunitense ha subito una correzione, andando a perdere i guadagni maturati soprattutto negli ultimi due giorni. Ad ogni modo, la flessione non sembra potersi attribuire a fattori fondamentali, bensì principalmente a un movimento tecnico collegato a una seduta negativa delle borse mondiali, quella di mercoledì.

A conferma di ciò, c’è l’evidenza che gli spunti macro economici in questi giorni stanno scarseggiando, e che solamente venerdì risulta essere una giornata di rilievo nel panorama del calendario macro statunitense. Di contro, gli spunti torneranno a essere numerosi la settimana prossima e il mercato vi presterà sicuramente più attenzione.

In particolare, è scontato che la nuova tornata di dati sarà infatti seguita attentamente dalla Federal Reserve per poter scegliere la propria nuova strategia e decidere se riprendere ad alzare i tassi a giugno / luglio o se rinviare ancora. Più sul breve termine, l’attenzione può essere incentrata su alcuni discorsi dei membri della Federal Reserve. Discorsi che saranno certamente interessanti per verificare se e come abbiano modificato la propria valutazione dello scenario dopo l’employment report di venerdì scorso, che era risultato meno forte delle attese (per quanto, certamente non negativo, visto e considerato che gli spunti per poter vedere il bicchiere mezzo pieno erano ben presenti). Complessivamente, il recupero che il dollaro ha messo a segno la settimana scorsa non dovrebbe essere compromesso.

Passando alla principale controparte valutaria, l’euro, la valuta unica europea è ovviamente risalita, portandosi da un minimo di 1,1369 a un massimo di 1,1447 EUR/USD. Si tratta comunque di un movimento che non ha significatività direzionale. A questi livelli il cambio avrebbe bisogno di nuovi segnali molto positivi dai dati dell’area per salire ulteriormente.

Proprio su tale scia, l’euro dovrebbe pertanto perdere il recupero recente influenzato dalla pubblicazione dei dati di produzione industriale aggregata, che mostreranno ancora una contrazione in marzo, soprattutto a causa delle performance deludenti di Germania e Francia.

Insomma, come era lecito attendersi, quella che sta per passare è una settimana di transizione, attendista, in auspicio delle novità che dovrebbero arrivare già dai prossimi giorni lavorativi, quando il calendario macro si farà più fitto, e i tempi per maturare una nuova decisione tassi in seno alla Federal Reserve ben più stringenti.

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