Opzioni petrolio, aggiornamento di ottobre

Nuovo aggiornamento con l’andamento delle scorte del petrolio e le sue evoluzioni, a beneficio di tutti coloro i quali investono in opzioni petrolio e altre commodities. Le stime di un ulteriore incremento delle riserve USA stanno appesantendo le quotazioni del greggio, ma il tema merita comunque un approfondimento più dedicato.

Di fatti, gli analisti ISP ricordano come l’American Petroleum Institute (API) abbia riferito che la scorsa settimana le scorte commerciali di greggio sono aumentate di 7,10 milioni di barili, mentre quelle a Cushing hanno registrato un aumento di 0,02 milioni di barili. L’attesa è dunque per gli aggiornamenti forniti dall’U.S. Department of Energy (DOE), che pubblicherà i propri consueti dati settimanali. Il consenso si attende un aumento di 3,7 milioni di barili delle scorte totali dopo il precedente +7,6 milioni di barili. Una situazione che sta appesantendo le quotazioni del greggio, in attesa di comprendere cosa avverrà effettivamente su tale asset.

Intanto, nel tentativo di difendere ed espandere le proprie quote di mercato in Asia, che da sola genera più di un terzo della domanda globale, gli analisi della banca ricordano che è attualmente in corso una vera e propria guerra di prezzo fra i paesi mediorientali dell’OPEC. Dopo che l’Arabia Saudita ha ridotto il prezzo di vendita per il proprio petrolio greggio in Oriente, Kuwait ed Iraq stanno tagliando i prezzi di vendita in misura record rispetto a quelli sauditi, mentre il Qatar sta praticando un fortissimo sconto rispetto ai prezzi dei vicini Emirati Arabi Uniti.

Tornando in territorio statunitense, si rivela altresì che in seguito all’opposizione del presidente Barack Obama, della compagine democratica al Congresso e dei candidati democratici alla Presidenza, il progetto di espansione dell’oleodotto Keystone potrebbe incontrare l’opposizione anche del nuovo governo liberale canadese, il cui primo ministro appena eletto, a differenza del predecessore conservatore, sembra intenzionato a porsi in sintonia sul tema con l’attuale leadership statunitense. Dunque, il progetto potrebbe avere una via molto breve o, per lo meno, essere pesantemente rivisto rispetto agli auspici iniziali.

Infine, e a differenza di quanto gli analisti dell’istituto avevano ventilato nei giorni scorsi, la Norvegia e l’Azerbaijan hanno declinato l’invito a prendere parte all’incontro tecnico fra paesi OPEC e non-OPEC programmato al quartier generale viennese del cartello. Fra i paesi non-OPEC, dovrebbero al contrario prendere parte Russia, Messico e Brasile.

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