Opzioni gas naturale, come investire nel TTF

Torna l’appuntamento con il nostro consueto approfondimento sulle commodities. Parliamo oggi del gas naturale e, in particolar modo, degli investimenti sul future TTF, che sul primo mese ha scambiato in un intervallo abbastanza stretto nei primi giorni di giugno, fra un picco di 20,38 Eur/MWh toccato mercoledì e un minimo di 19,90 Eur/MWh registrato venerdì.

Il contratto ha poi chiuso la settimana a 20,15 Eur/MWh, in calo rispetto alla chiusura della precedente settimana di 20,45 Eur/MWh. Si noti, in merito, come anche i contratti Q3 e Cal 16 sono rimasti in trading range: il Q3 ha registrato ad inizio settimana un picco di 20,30 Eur/MWh e venerdì un minimo di 19,90 Eur/MWh, per poi chiudere la settimana a 20,13 Eur/MWh, ben inferiore alla chiusura di 20,35 Eur/MWh della precedente settimana; il Cal 16 ha scambiato fra un massimo di 21,43 Eur/MWh ad inizio settimana e un minimo di 21,10 Eur/MWh venerdì per poi chiudere la settimana a 21,30 Eur/MWh, in leggero calo rispetto alla chiusura della precedente settimana di 21,40 Eur/MWh.

Per quanto concerne una spiegazione del fenomeno sopra sintetizzato, si può ben evidenziare come le pressioni al ribasso che si sono registrate venerdì scorso sono state principalmente spiegate dalla contrazione della domanda nel Regno Unito, scesa ai livelli più bassi rispetto alla media stagionale, e dall’attesa (rinnovata anche nelle ultime ore) di temperature mediamente superiori alla media storica nel Paese. Di contro, è pur vero che le temperature in Europa nord-occidentale dovrebbero scendere al di sotto della media stagionale nel corso della prossima settimana per poi riportarsi successivamente vicino o al di sopra della media. Condizioni metereologiche favorevoli alla generazione da fonti rinnovabili dovrebbero controbilanciare il contributo positivo alla domanda di gas derivante dalle temperature.

Ad ogni modo, e sintetizzando le evoluzioni di cui sopra, riteniamo che complessivamente siano probabili nuove pressioni al ribasso sulle quotazioni del future TTF nella prossima settimana. La ragione di ciò può essere facilmente ricondotta dagli abbondanti flussi da Russia e Algeria, grazie alla convenienza del gas indicizzato al petrolio, e dall’attuale eccesso di offerta sul mercato mondiale dell’LNG, dato il rallentamento in corso nella domanda asiatica.

Sempre in riferimento agli investimenti energetici, rileviamo infine come l’OPEC venerdì scorso abbia confermato il proprio target di produzione cumulata a 30 milioni di barili giornalieri, per l’aspettativa che i produttori non-OPEC e quelli a maggior costo marginale siano obbligati a ridurre il proprio output nei prossimi mesi, mentre l’offerta OPEC rimarrà sostanzialmente abbondante.

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