Opzioni binarie USD, quanto durerà il trend rialzista?

Negli ultimi giorni il dollaro ha proseguito la propria traiettoria rialzista, già inaugurata ad inizio settimana, e aiutato dalla diramazione di alcuni dati macroeconomici in grado di supportare la propria evoluzione. Tra i principali, la delusione riscontrato dal PMI di Chicago, che è rimasto sotto la soglia psicologica di 50, solo in parte compensato dalla fiducia dei consumatori, migliorata oltre le attese.

Come si sta muovendo il dollaro

Dai discorsi della Federal Reserve è stata espressa una preferenza, da parte di alcuni membri, per una svolta dei tassi più tempestiva di quanto si potesse ipotizzare a inizio anno. La motivazione è legata ai fattori che stanno spingendo al ribasso l’inflazione, comunque di natura temporanea e non persistente. I membri della Fed che puntano a una simile strategia operativa non hanno tuttavia fornito indicazioni temporali precise e all’interno del FOMC rimane dunque una varietà di vedute piuttosto netta. Il messaggio filtrato è comunque che non vi sia alcuna preclusione teorica per un primo rialzo nel mese di giugno, piuttosto che a luglio o a settembre, a condizione che i dati siano positivi e le condizioni finanziarie favorevoli.

Si ritiene dunque che al momento della pubblicazione dell’employment report di domani, qualora i dati non siano deludenti, il dollaro dovrebbe rafforzarsi ulteriormente o per lo meno consolidare la propria posizione.

Come sta andando l’euro

Di contro, l’euro è sceso ulteriormente rompendo i principali supporti tecnici. I dati recentemente pubblicati sono stati di tenore piuttosto eterogeneo: la stima dell’inflazione è passata da -0,3% a – 0,1%, come da attese, mentre la ‘inflazione core scende più di quanto previsto dal consenso, portandosi da 0,7% a 0,6%. Il PMI finale dell’area ha intanto visto una lieve revisione al rialzo: ciò non sarà tuttavia sufficiente a modificare al rialzo il sentiero del cambio, che potrebbe scendere ancora, in avvicinamento verso lo step intermedio di 1,0500 EUR/USD, in ottica di prossima parità.

Come sta andando la sterlina

Oltre che l’euro, anche la sterlina ha mostrato il fianco ed è lievemente scesa nei confronti del dollaro, erodendo parte del recupero contro l’euro. Non hanno avuto specifica rilevanza i dati sulla revisione al rialzo del Pil del IV trimestre, da 0,5% a 0,6% t/t, per effetto dei consumi più forti e di un ampio contributo positivo del canale estero. Il PMI manifatturiero è salito, come da attese, ma difficilmente potrà agire in maniera significativa per orientare il cambio.

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