Nuovi sondaggi danno in testa i leave, la sterlina cede posizioni

La sorpresa che non ti aspetti (o quasi) è arrivata. E così la sterlina non ha potuto far altro che correggere in misura ampia, scendendo sotto quota 1,45 nei confronti del dollaro, e intorno a 0,75 nei confronti dell’euro. La colpa? La pubblicazione di due nuovi sondaggi che hanno visto i “leave” (cioè, la quota di coloro che si dichiara favorevole a uscire dall’Unione Europea nel corso del prossimo referendum Brexit) passare in testa ai “remain” (come intuibile, la quota di coloro che invece vogliono mantenere il proprio ruolo all’interno dell’UE).

I sondaggi “rei” di aver capovolto le carte in tavola sono stati condotti da ICM/Guardian: il primo è stato effettuato attraverso una rilevazione online, il secondo per telefono. Ebbene, il primo vede i “remain” salire leggermente da 42 per cento a 44 per cento e, contemporaneamente, vede i “leave” salire molto di più da 40 per cento a 47 per cento guadagnando così un vantaggio del 3 per cento laddove prima erano in svantaggio per un 2 per cento: una differenza di ben 5 punti percentuali di “saldo” che non può che aver generato qualche ripercussione tra gli schieramenti, anche considerato l’elemento aggiuntivo secondo cui gli indecisi si sono dimezzati passando dal 18 per cento al 9 per cento.

Nel secondo sondaggio, quello telefonico, i “remain” scendono da 47 per cento a 42 per cento, mentre i “leave” salgono da 39 per cento a 45 per cento, guadagnando un vantaggio del 3 per cento laddove nell’indagine precedente del 16 maggio erano in svantaggio dell’8 per cento. Un vero e proprio ribaltone, che si accompagna al fatto che gli indecisi sono calati solo marginalmente, dal 14 per cento al 13 per cento.

A questo punto, nell’ipotesi in cui dai prossimi sondaggi emergano nuove indicazioni simili, è possibile che la sterlina possa scendere ulteriormente, soprattutto se i dati domestici dovessero contemporaneamente deludere. Da un punto di vista macroeconomico, i dati in corso di pubblicazione sono di tenore misto, con il credito al consumo che è sceso molto ma il PMI manifatturiero che è tornato poco sopra 50 dopo il calo del mese scorso a 49,4. Venerdì sarà la volta del PMI servizi, atteso dal consenso in lieve recupero.

Una situazione in completo divenire, all’interno della quale i sondaggi Brexit giocheranno ancora una volta un ruolo di maggiore rilievo.

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