Nuovi dati in uscita, ecco le statistiche da seguire

Giornate ricche di eventi macro quelle in corso di svolgimento. Cominciamo dalle principali informazioni in pubblicazione, con il PMI Composito che potrebbe essere rivisto al rialzo a 52,8 punti rispetto al precedente dato di 52,6 punti, a causa dell’effetto del rialzo dell’indice per i servizi a 52,3 punti rispetto al dato preliminare di 52,1 punti. In Germania, difatti il clima nei servizi risultava dall’IFO più disteso rispetto alle indicazioni dal PMI per il comparto che nella stima preliminare è calato di 1,1 punti (a 50,6 punti). Per il nostro Pese, la prima lettura del PMI servizi Italia dovrebbe mostrare l’indice a 51,8 punti in calo da 52,3 punti.

Sempre in area euro, le vendite al dettaglio ad agosto dovrebbero correggere -0,3 per cento m/m dopo il forte aumento del mese di luglio (+1,1 per cento m/m). Le vendite rimarrebbero in ogni caso in rotta per una crescita dell’1,0 per cento t/t a settembre, in accelerazione rispetto ai mesi primaverili. I consumi delle famiglie saranno ancora supportati da condizioni finanziarie ampiamente accomodanti dalla tenuta della dinamica occupazionale, verrà meno il supporto dal prezzo del petrolio alla formazione del reddito disponibile.

Negli Stati Uniti si attende la stima ADP dei nuovi occupati non agricoli privati di settembre, che è prevista dal consenso a 160 mila, dopo 177 mila di agosto. La bilancia commerciale ad agosto dovrebbe registrare un deficit di -42 miliardi di dollari, da -39,5 miliardi di luglio, sulla base delle indicazioni del saldo dei beni, in allargamento di circa 3,5 miliardi di dollari. L’ISM non manifatturiero a settembre è previsto in rialzo a 52,5 punti da 51,4 punti di agosto. Infine, le indagini regionali della Philadelphia e della NY Fed a settembre danno indicazioni espansive nel settore dei servizi e fanno prevedere una ripresa dell’indice nazionale dopo il tracollo di agosto (-4,1 punti). La stima della spesa per servizi delle famiglie nel 2° trimestre è stata rivista ampiamente verso l’alto e non ci sono segnali evidenti di significativa debolezza nel settore neppure nel 3° trimestre.

La grande attesa è comunque per il giorno di venerdì, quando dovrebbe essere pubblicato un employment report particolarmente positivo, che potrebbe fungere da definitivo impulso nei confronti della Federal Reserve, spingendo il FOMC a rialzare i tassi di riferimento nella sessione di novembre o, più probabilmente, in quella di dicembre.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *