Investire sul caffè: ecco qualcosa che dovete sapere!

Anche se “sottovalutata” rispetto ad altre commodities, la materia prima del caffè può garantire importanti soddisfazioni ai trader italiani. Ma come investire in questa prelibata materia prima? Cerchiamo di introdurre qualcosa che dovete assolutamente sapere prima di piazzare delle operazioni finanziarie su questo fondamentale bene!

Investire sul caffè, una panoramica di sintesi

In primo luogo, è bene ricordare che la produzione del caffè (così come d’altronde avviene per moltissime altre materie prime) è incentrata nelle mani di poche nazioni. Tra le principali troviamo il Brasile e la Colombia per le Americhe, il Vietnam e l’Indonesia per l’Asia, l’Etiopia per l’Africa.

La produzione del caffè – misurata in “sacchi”, con ogni sacco che pesa 60 kg – è concentrata essenzialmente su due qualità. La prima, più nota, è l’Arabica: si tratta del caffè più diffuso, che rappresenta circa il 60% della produzione mondiale, ed è lo standard di riferimento per il prezzo del caffè (avendo altresì una qualità mediamente superiore al resto delle produzioni). La seconda è la Robusta, che rappresenta circa il 40% della produzione totale, cresce più facilmente della Arabica ed è di qualità inferiore (e di conseguenza è anche più economica).

Detto ciò, è bene ricordare che si può investire nel caffè in due principali modi. Il primo è acquistare futures, principalmente sulle piazze americane: le loro quotazioni sono influenzate dalla qualità dell’Arabica, e i mesi di negoziazione sono generalmente quelli di marzo, maggio, luglio, settembre, dicembre. Alternativamente, è possibile cercare di investire nel caffè andando a scambiare titoli azionari delle società che hanno nel caffè il proprio core business.

Se invece cercate un modo di investire nel caffè meno rischioso di futures / azioni, potete cercare di avviare un piano di accumulo capitale in un fondo comune di investimento che investa nelle materie prime agricole (o esclusivamente nel caffè). Si tratta di un metodo piuttosto conveniente per cercare di accumulare un capitale mese dopo mese, sfruttando gli accrescimenti graduali che possono verificarsi con il passare del tempo e, di contro, mediando le perdite che dovessero manifestarsi in caso di contrazione delle quotazioni di tale importante materia prima.

Ricordate infine che sarebbe opportuno investire non più del 5% del proprio patrimonio nel caffè, in un’ottica strategica che non potrà tendere conto del fatto che il caffè – materia prima di natura stagionale – ha delle quotazioni particolarmente volatili, e risulta essere influenzata pesantemente anche da fattori geopolitici.

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