Investimenti su banche, al via gli stress test

Nessuno ne sentiva effettivamente la mancanza, ma qualche giorno fa sono partiti nuovamente gli stress test sulle 51 principali banche europee, quelle cui fa capo il 70 per cento degli asset di tutte le banche Ue e, dunque, una buona fetta – molto significativa – dello stato di salute del credito del vecchio Continente.

Con i risultati che saranno resi noti solamente nel terzo trimestre dell’anno (probabilmente, salvo sorprese, già a luglio), il quotidiano Milano Finanza ricordava puntualmente che delle banche sotto esame, solamente cinque sono italiane: Unicredit, Intesa Sanpaolo, Banca Monte dei Paschi di Siena, Banco Popolare e Ubi Banca.

Come noto, gli istituti di credito così individuati verranno ora sottoposti al test di simulazione di uno scenario particolarmente negativo, in grado di riflettere la combinazione di quattro gravi rischi sistemici: un rapido aumento dei premi di rendimento richiesti sugli asset più rischiosi, in condizioni di scarsa liquidità sul mercato secondario; deludenti prospettive di redditività per banche e compagnie di assicurazione in condizioni di bassa crescita; aumento dei rischi sulla sostenibilità del debito nel settore pubblico e in quello privato, all’interno di un contesto influenzato da bassi tassi nominali di crescita; tensioni provenienti dal crescente segmento delle banche ombra.

Dinanzi a un simile scenario avvero, lo stress test valuterà la solvibilità, ed esprimerà un giudizio sui rischi di credito. di mercato, sovrano, di finanziamento, operativo e di gestione: una vera e propria mappa sullo stato di salute del credito, reso ancora più attendibile e coerente dalla presenza di vincoli come l’assenza di qualsiasi intervento sul bilancio che possa mitigare gli effetti dello scenario avverso, e così via.

Ancora, l’Eba ricorda che per gli stress test non sono state fissate soglie minime di patrimonio da raggiungere per superare le prove, considerando che dopo la stagione degli aumenti di capitale da parte delle banche, l’obiettivo delle simulazioni è quello di valutare le vulnerabilità residue e capire l’impatto di ipotetiche dinamiche di mercato avverse. Tuttavia, quanto sopra non costituisce un radicale via libera per gli attori dei test, considerato che, ricorda ancora MF citando le parole dell’authority, “anche se non sono stati definiti parametri e soglie di capitale per questo esercizio di stress test, le autorità competenti useranno i risultati come elemento per la verifica della valutazione”.

Tecnicamente, si ricorda in ultima istanza che lo stress test avviene al livello più elevato di consolidamento dei gruppi bancari, sui dati a fine 2014, senza tenere conto le controllate di banche non appartenenti all’Unione Europea.

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