Eurozona, crescono gli indici di fiducia economica

Anche se non mancano gli elementi in grado di rappresentare potenziali rischi al ribasso per l’economia dell’area euro, nel corso degli ultimi giorni sono emersi segnali nel complesso incoraggianti sul fronte macroeconomico, soprattutto in termini di indicatori di fiducia.

Le stime preliminari degli indici PMI dell’Eurozona confermano la tendenza degli ultimi mesi e restano coerenti con un’espansione del PIL nell’ultima parte dell’anno a un ritmo leggermente superiore a quanto registrato nel terzo trimestre. La media dell’indice PMI composito del quarto trimestre sale così a 53,7 punti dal 52,9 punti del trimestre precedente, coerente con un incremento del PIL dell’Eurozona al 0,4 per cento trimestre su trimestre rispetto allo 0,3 per cento trimestre su trimestre dei mesi centrali dell’anno.

Analogamente, le indagini congiunturali della Commissione Economica registrano un netto miglioramento nel corso degli ultimi mesi. In considerazione di ciò, le stime convergono per una conferma della crescita del PIL dell’intera area euro all’1,6 per cento per l’esercizio in corso, mentre si attesta all’1,5 per cento nel 2017, a un livello leggermente superiore rispetto all’1,4 per cento stimato lo scorso mese.

Sul fronte creditizio e monetario, nel vecchio Continente continua a confermarsi una politica espansiva della Banca Centrale Europea e i segnali incoraggianti sul fronte bancario italiano sembrano fornire supporto ai listini sul finale d’anno. I principali indici registrano così importanti massimi di periodo, con il FTSE MIB che mostra forza relativa sostenuto appunto dall’attesa per una soluzione dei temi più scottanti sul fronte creditizio domestico, uscendo anche indenne dall’esito del referendum costituzionale.

La view resta moderatamente positiva sui principali indici europei, in considerazione di valutazioni ancora contenute e di prospettive macroeconomiche nel complesso incoraggianti, anche se gli importanti appuntamenti elettorali del prossimo anno potrebbero aumentare la volatilità sui listini del Vecchio Continente.

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