Euro risale su dati ISM deludenti

L’ISM manifatturiero recentemente pubblicato sul territorio statunitense ha evidentemente deluso le aspettative degli analisti. Il dato, infatti, non solo è sceso molto più di quanto suggerissero le attese, ma si è portato altresì sotto la soglia chiave di 50 punti (da 52,6 punti a 49,4 punti). Il dato ha quindi cancellato quasi tutta la salita che il dollaro aveva fatto martedì sulla fiducia dei consumatori che aveva invece sorpreso favorevolmente.

Ad ogni modo, non tutto è perduto, considerato che gli analisti si attendono grandi cose dal report sull’occupazione di prossima uscita. In tale ambito, infatti, le attese sono positive e la Federal Reserve ha lasciato intendere che una conferma del miglioramento in atto delle condizioni del mercato del lavoro è la condizione necessaria per un rialzo dei tassi già questo mese.

Come intuibile, però, quanto sopra non è certo una condizione sufficiente, soprattutto alla luce della delusione ieri dall’ISM. Tuttavia, nel contesto complessivo, le dinamiche occupazionali e salariali possono essere considerate variabili un po’ più importanti dell’ISM in questa fase. Una crescita degli occupati tra 150mila e 200mila oggi verrebbe giudicata molto positivamente dalla Fed, e in questo caso il dollaro dovrebbe essere in grado di recuperare buona parte del calo di ieri. Al contrario un aumento degli occupati inferiore a 100mila ridurrebbe drasticamente la probabilità di un rialzo dei tassi questo mese.

Di contro, proprio sui dati ISM piuttosto deludenti l’euro è salito riaffacciandosi a 1,12 EUR/USD, ma il movimento è facilmente reversibile se l’employment report di oggi risulterà positivo. La prospettiva di un rialzo Fed a settembre dovrebbe far scendere l’euro, portandolo (poco) sotto quota 1,10 EUR/USD. Molto importante sarà anche la riunione BCE della prossima settimana: una revisione al ribasso delle stime di crescita e inflazione indebolirebbe la moneta unica.

Insomma, molto dipenderà, per orientare i cambi valutari, da quel che accadrà con il report sull’occupazione. Un dato molto vicino ai 150 mila occupati potrebbe deludere le aspettative e chiudere definitivamente la porta in faccia a qualsiasi rialzo. Di contro, un dato che si avvicina ai 200 mila occupati potrebbe creare nuova euforia sul mercato e, forse, suggerire al FOMC in programma per l’attuale mese di settembre di spingere sul pedale del rialzo tassi.

Ancora qualche ora di attesa, e molto sarà (finalmente) svelato…

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