Dollaro in ritracciamento: il match si giocherà la prossima settimana

Come ben visibile dai dati degli ultimi giorni, il dollaro è continuato a salire anche ieri, pur dimostrando – proprio oggi – di voler abbracciare una fase di moderato ritracciamento, che potrebbe proseguire in vista dell’attesa revisione al ribasso del Pil USA, in pubblicazione venerdì. In ogni caso, riteniamo che possa trattarsi solo ed esclusivamente di una parentesi di pausa, e che pertanto il vero e proprio match sul corso della valuta verde possa riprendere con maggiore fiducia la prossima settimana, con la pubblicazione dell’employment report.

L’impressione è, in altri termini, che se i dati del trimestre corrente daranno ragione di pensare che la Fed possa alzare i tassi entro l’estate il dollaro dovrebbe rafforzarsi ancora nel breve.

Di contro, l’euro è risalito nel pomeriggio di ieri. Il merito è l’elenco delle varie dichiarazioni di fonte greca secondo cui durante l’incontro con il Gruppo di Bruxelles si sarebbe iniziato a stendere una bozza di accordo. Naturalmente, quanto sopra non dà alcuna garanzia di una rapida soluzione della crisi, ma nel breve, in assenza di notizie di tenore opposto, contribuisce a mantenere più supportata la valuta unica europea.

Attraversando la Manica, scopriamo il calo lieve della sterlina, che perde terreno non solamente nei confronti del dollaro, quanto anche nei confronti dell’euro. A nuocere alle prestazioni è il dato sul Pil, la cui stima è rimasta invariata a 0,3% t/t nel 1° trimestre contro attese di una revisione al rialzo manterrà sotto pressione la valuta britannica. Anche in questo caso riteniamo tuttavia che si tratti di uno sviluppo passeggero, valutato che la crescita ri-accelererà già nel 2° trimestre, aiutando la sterlina a riguadagnare terreno contro dollaro ma soprattutto ad apprezzarsi ulteriormente contro euro.

Concludiamo infine con uno sguardo sullo yen, che ieri ha continuano a perdere terreno nei confronti del dollaro, raggiungendo poche ore fa un minimo di 124,30 USD/JPY, in rapido avvicinamento alla soglia psicologica e tecnica dei 125. La determinante della correzione degli ultimi è stata la pubblicazione dei dati USA migliori del previsto, ma la prospettiva che la Bank of Japan possa pensare di concedere ulteriore stimolo monetario rimane un fattore ribassista per la valuta nipponica, ricordavano alcuni analisti, sollecitando dunque potenziali flussi in uscita dai titoli domestici, anche in considerazione del processo di diversificazione al di fuori dei JGB dopo la riforma del GPIF.

Nel corso dei prossimi giorni torneremo sull’argomento, aggiornandovi sulle evoluzioni pre e post employment report.

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