Come investire in attesa del rialzo dei tassi

Il rialzo dei tassi Fed avverrà a dicembre o gennaio. E, intanto, i gestori di fondi (e non solo essi) stanno cercando di comprendere quale sarà l’evoluzione dei propri investimenti, e come poter orientare la gestione delle proprie risorse patrimoniali per poter ottenere il meglio nei prossimi tre o quattro mesi.

Una cosa sembra essere certa: gli analisti sono convinti che Janet Yellen, presidente della Fed, prenderà altro tempo dopo la non decisione di settembre sui tassi di interesse dopo il lungo periodo di tapering. Insomma, considerando che la Fed non sembra essere così convinta della forza dell’economia americana e preferisce rallentare la fase di rafforzamento del dollaro, raffreddando i flussi che si prevedeva potessero indirizzarsi verso i mercati americani, è forse il caso di intervenire e correggere i propri orientamenti.

Secondo quanto affermava ad esempio Maria Paola Toschi, market strategist di JP Morgan AM, sulle pagine del settimanale Plus 24, a beneficiare di tale situazione potrebbero essere i T-Bond, ma soprattutto i mercati emergenti da cui potrebbero rallentare i flussi in uscita da parte degli investitori in cerca di nuove opportunità.

Tra le tante conseguenze importanti della non decisione di Yellen, proseguiva poi Francesca Cerminara, responsabile bond e valute di Zenit Sgr, sarà l’atteggiamento attendista della Fed a evitare una nuova recessione mondiale.

In ottica di investimento privato, è possibile che in questi mesi a poter trarre profitto possano essere coloro che sceglieranno di impiegare denaro in titoli governativi della periferia europea, seppur a un livello inferiore rispetto alla storia recente, mentre accumulare titoli in dollari a breve termine permette di cogliere un trend valutario che si innescherà quando la Fed attuerà un percorso ormai tracciato e per il momento solo congelato, proseguiva ancora Cerminara.

Tuttavia, se è vero che la Yellen con la sua non decisione ha di fatto confermato ancora una volta i dubbi sull’andamento della maggiore economia mondiale, è anche vero che forse la maggiore convenienza l’avranno coloro che agiranno in difesa. Per gli investimenti in euro, ad esempio, tale difesa potrebbe essere rappresentata da posizioni sulla parte lunga della curva governativa, mentre potrebbe essere il momento di accantonare la tradizionale strategia della diversificazione valutaria.

Insomma, ancora una volta si prospetta un nuovo trimestre di grande incertezza, all’interno del quale non vi sono grandi sicurezze, e dove converrà cercare di navigare con una strategia improntata alla prudenza. I margini di guadagno dovrebbero comunque giungere in porto…

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