Borse in recupero, dimezzate le perdite post Brexit

Buona prestazione delle principali Borse internazionali nella seconda parte della settimana, con le piazze finanziari che riescono a consolidare un nuovo passo in avanti, andando, nella sostanza, a dimezzare lo shock sui listini azionari, innescato lo scorso 23 giugno con il referendum sulla Brexit, e il 24 giugno con l’ufficializzazione dei risultati e l’apertura dei mercati.

Di fatti, nonostante l’evidente volatilità, che conferma quanto i listini siano particolarmente suscettibili, le piazze azionarie di quasi tutta Europa hanno dimostrato di poter cavalcare una discreta rimonta. Madrid è stata la piazza migliore, ma anche Londra e Milano sono riuscite a mettere al testa in avanti. A Piazza Affari, che ha chiuso la giornata con una prestazione positiva del Ftse Mib per 0,6 punti percentuali, è stato il lusso il settore traino, mentre alcuni bancari, ancora una volta, hanno dimostrato di dover soffrire le particolarità del periodo. Una tendenza – quella della sofferenza bancaria – che non è certo un unico per l’Italia, considerato che in ambito europeo l’indice Stoxx Europe 600 Banks è ancora più di 3 punti percentuali sotto i livelli precedenti al referendum.

A condizionare il trend delle banche nel mercato italiano ci ha poi pensato un fattore più specifico, con il governo italiano che ha ottenuto dalla Commissione europea di poter assicurare garanzie pubbliche alle banche quando queste raccolgono liquidità sul mercato. Una sorta di scudo che l’Italia potrebbe utilizzare entro la fine dell’anno con procedure e e misure a sostegno della liquidità. Gli analisti non sembrano tuttavia molto entusiasti, mettendo in evidenza che il problema principale rima quello, mai sopito, delle sofferenze.

Ulteriormente, sul settore bancario è pesata la smentita da parte della Banca centrale europea sulla volontà di allargare la possibilità di acquisto dei bond. Complessivamente, le banche italiane hanno perso il 53 per cento del loro valore contro il 31 per ceno delle banche europee. Dopo un avvio brillante, le vendite si sono concentrate soprattutto su Unicredit, che ha perso quasi il 5 per cento e che è stata fermata più volte in asta di volatilità e in coda al listino principale.

Insomma, condizioni ancora fortemente aleatorie per il mercato internazionale, con l’impressione che l’incertezza e l’aleatorietà che abbiamo avuto modo di toccare con mano negli ultimi tempi sarà una costante ancora per tanto tempo, e non solamente per gli investimenti privati in Italia. 2390

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