Area euro, tutti i dati in corso di uscita

La settimana è tendenzialmente ricca di avvenimenti. Concentriamo per il momento l’attenzione sul calendario macro della giornata di martedì, con alcuni dati interessanti sul fronte dell’area euro (appare invece più sguarnito il calendario sull’area dollaro).

In Francia, ad esempio, sono attesi i dati della produzione industriale di marzo, che secondo gli analisti potrebbe rimbalzare a +1,5 percento m/m da -1,1 per cento m/m. Il comparto manifatturiero dovrebbe inoltre aver dato un contributo positivo, sebbene le indagini compiute nel corso del mese non sono state univoche. In particolare, pare che ci sia stato un netto aumento della produzione energetica, anche per l’apporto delle componenti idraulica e rinnovabile. La variazione annua passerebbe in tal caso all’1,4 per cento da 0,6 per cento, lasciando la produzione in aumento nel primo trimestre di 0,1 per cento t/t, da 0,7 per cento t/t di dicembre.

Spostandoci in Germania, anche qui sono attesi i dati della produzione industriale, che è auspicata dagli analisti poter calare nuovamente a marzo, di -0,1 per cento m/m dopo il -0,5 per cento m/m di febbraio. Nel mese gli indicatori di fiducia PMI indicavano un calo degli ordini domestici ed esteri rispetto a febbraio nel comparto manifatturiero. La variazione annua comunque migliorerebbe a 1,5 per cento da 1,2 per cento, lasciando l’output nel primo trimestre in decisa espansione (+1,9 per cento t/t da -0,4 per cento t/t di fine 2015).

Giungiamo infine in Italia, dove si completa il trittico dei principali di produzione industriale. Per quanto concerne i nostrani, la produzione industriale è attesa rimbalzare a marzo, di 0,2 punti percentuali m/m dopo la flessione di -0,6 punti percentuali m/m a febbraio. L’output è visto rallentare su base annua in termini grezzi (a 0,3 per cento da 5,2 per cento) ma stabile (a 1,2 per cento) se rettificato per gli effetti di calendario. L’industria dovrebbe chiudere il trimestre con un incremento di 0,8 per cento t/t, il più marcato dal 2010, anche se in prospettiva i rischi ancora gravanti sull’export manterranno graduale e modesto il sentiero di ripresa.

Difficilmente, salvo clamorose sorprese in senso positivo o in senso negativo, sarà possibile prevedere cambiamenti radicali nel cambio valutario sulla base di tali soli dati macro. Opportuno, comunque, continuare a monitorare l’evoluzione di tali indicatori, al fine di stimarne la loro variazione periodica.

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