Area euro, crescono gli indici di fiducia

La seconda stima del prodotto interno lordo tedesco ha confermato il rallentamento da 0,4 per cento a 0,2 per cento trimestre su trimestre nel terzo trimestre per effetto di un rallentamento del saldo commerciale (-0,3 per cento). Positiva è invece la variazione della domanda interna (0,4 per cento trimestre su trimestre), equamente divisa tra consumi privati e pubblici. Infine, in Francia sono stabili gli indici di fiducia sia per le imprese che per i consumatori in novembre.

Le indagini di fiducia di novembre consegnano un messaggio positivo riguardo le prospettive per l’ultimo trimestre dell’anno. Sono superiori alle attese i progressi dei PMI, con gli indici settoriali per la zona euro che si portano sui massimi da inizio 2016 e il dato composito che segna un’accelerazione da 53,1 punti in media nel terzo trimestre a 53,7 punti della media ottobre novembre. Guardando ai sondaggi nazionali, si osserva sia in Francia che in Germania un calo della fiducia nel manifatturiero, che viene compensato dal miglioramento del morale presso le imprese di servizi.

Riguardo al settore manifatturiero, il PMI per la zona euro risulta però in aumento, probabilmente per effetto dei progressi dell’attività in Spagna e Italia, paesi per cui non vengono diffuse le stime preliminari. Nel complesso, le indagini si confermano comunque tutte in territorio espansivo e lasciano spazio a una possibile (anche se modesta) accelerazione del PIL area euro nella parte finale dell’anno a +0,4 per cento trimestre su trimestre, in linea con le stime della BCE. Coerenti con questo scenario appaiono anche gli altri indicatori: ai progressi della fiducia dei consumatori europei si aggiunge la stabilizzazione dell’IFO in novembre che, dopo due mesi di aumenti robusti, si conferma sui massimi da due anni.

Tra gli eventi da tenere sotto controllo, il primo – cronologicamente – è quello relativo all’esito del referendum costituzionale del 4 dicembre in Italia, che i mercati (principalmente, quelli europei) attendono con grandissimi auspici e timori. Vedremo se, all’apertura delle Borse lunedì mattina, gli effetti saranno quelli attesi (in caso di scenario più prevedibile, almeno stando agli ultimi sondaggi), o meno.

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